Negato il diritto di assemblea !

AI LAVORATORI DELLA DIRETTISSIMA È NEGATO IL DIRITTO DI ASSEMBLEA! SE HANNO COSÌ TANTA PAURA CHE VENIAMO A SAPERE COSA STA ACCADENDO, VORRÀ PUR DIRE QUALCOSA !!!!
Il 5 novembre 2012 si sarebbe dovuta tenere un assemblea sulla direttissima. Con motivazioni del tutto illegittime, l’azienda ha ancora una volta negato il diritto ai lavoratori di confrontarsi sulla trattativa che dovrebbe determinare il nuovo orario di lavoro.
Oggi l’azienda opera nella convinzione che non ci siano regole a cui debba assoggettarsi e per impedirci di avere le informazioni necessarie sull’andamento della trattativa, non ha esitato ad ignorare una indicazione che la RSU 14 le aveva formalmente espresso il 24 ottobre 2012.
Va ricordato che era la stessa RSU sia nei numeri che nella qualità, con cui lo stesso giorno aveva svolto un incontro e se avesse trovato la necessaria disponibilità non avrebbe esitato a sottoscrivere un accordo con le stesse persone che ha poi delegittimato.
L’equazione è: se lo stesso gruppo di delegati convocati per una trattativa, si dimostra disponibile a sottoscrivere un accordo gradito all’azienda, è rappresentativo dell’insieme dell’RSU, se non sottoscrive l’accordo voluto ed anzi stigmatizza il comportamento antisindacale dell’azienda dando indicazioni precise sulla indizione delle assemblee, diventa un indefinito gruppo di delegati che non conta nulla.
Premesso che mi auguro che almeno su questo l’RSU 14 sappia dare una risposta (che lo facciano FILT, FIT, UILT ed OrSA, mi sembra arduo, visto l’immobilismo, per non dire peggio, che le ha caratterizzate), resta il dato politico di questa accelerazione aziendale.
Il bisogno di chi non vuole che circolino le informazioni, è sempre quello di impedire che la gente, in questo caso i lavoratori, prenda consapevolezza di ciò che accade e possa decidere che è il momento di dire qualche no in più.
Perché mentre noi siamo offuscati dalle nostre paure, rischiamo di non comprendere che in realtà le nostre possibili reazioni sono una grande preoccupazione per questa azienda, che basa il suo intero sistema sulla nostra incapacità di chiedere il rispetto delle regole.
È una strategia nota, che però dobbiamo avere il coraggio di contrastare, l’arroganza e lo strapotere sono quegli ingredienti che portano la Fiat, ad esempio, a rispondere ad una sentenza sfavorevole con atti di vera rappresaglia, che ricordano tempi molto nefasti e che noi non ci possiamo assolutamente permettere.
Continuare a favorire questa continua ricerca del potere assoluto, ci porterà in una condizione difficilmente recuperabile, pertanto è opportuno dire BASTA.
Ma non c’è solo il problema del diritto all’assemblea che ci viene negato. Resta in piedi tutta la questione relativa all’orario di lavoro ed al rischio che venga sottoscritto un accordo fortemente al ribasso. Anche perché visti i presupposti, con la riorganizzazione che avanza, gli interessi a favorire l’azienda aumentano e poco importa a molti, quanto le conseguenze possano danneggiarci.
Nei prossimi giorni l’USB, il sindacato di cui faccio parte darà indicazione su come effettuare il blocco dell’attività notturna, che ricordo non è concordata, perché dobbiamo assolutamente rispondere in maniera adeguata a questa aggressione, altrimenti il prezzo che pagheremo sarà altissimo. È ora di dire la nostra, oppure a “parlare” per noi lo faranno altri e non sarà piacevole.

Alberto Russo RSU 14 Vernio 1 novembre 2012

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