Proposta di legge 1045

In merito alla proposta di legge 1045 sulle pensioni di alcune categorie di ferrovieri  inoltriamo in allegato una osservazione a cura di alcuni capi treno.

Noi sottoscritti capitreno appartenenti alle divisioni passeggeri e regionale di Trenitalia s.p.a.  in merito allla proposta di legge n° 1045 presentata da alcuni deputati di SEL, che prevede 58 anni d’età e 38 di servizio per i macchinisti, 62 e 40  per il personale di bordo,  riteniamo tale iniziativa  discriminante nei confronti della categoria a cui vogliamo dare voce.

Allo stesso tempo confidiamo che tale proposta sia il frutto della scarsa informazione o conoscenza del nostro turno e dell’organizzazione del lavoro che, se approfondite, porterebbero alla convinzione  che non può esserci disparità di trattamento tra figure professionali che lavorano fianco a fianco e condividono le stesse responsabilità.

Il primo elemento da prendere in considerazione è la rotazione aciclica del turno di lavoro e quidi delle settimane lavorative dove sono possibili fino a tre notti consecutive; ripartenze nella stessa giornata lavorativa; riposi fuori residenza ridotti a sei ore fra due prestazioni lavorative piene, finalizzate unicamente a ridurre il riposo giornaliero; mattine che iniziano anche alle 4.00 e che si ripetono anche per l’intera settimana lavorativa. Una rotazione ed un turno che, per i capitreno, è notevolmente peggiorato a seguito dell’introduzione del nuovo software aziendale per la gestione dei turni del personale (IVU) e per effetto del nuovo contratto di lavoro che vede impegnato il personale fino a 10 ore lavorative continuative  e a volte senza neanche la possibilità di consumare il pasto.

Caratteristica del nostro lavoro è che spesso si è costretti a mangiare quando non si ha fame e dormire quando non si ha sonno con  conseguenti disturbi e  patologie a carico degli apparati interessati.

L’atipicità della rotazione del turno di lavoro inoltre è la causa primaria dell’invecchiamento precoce che colpisce gli addetti alla circolazione dei treni.

Ma c’è dell’altro. Per lungo tempo noi capitreno abbiamo svolto funzioni, nei casi previsti  lo facciamo tutt’ora, di secondo agente in macchina.

Sulla nostra mansione vengono concentrate attività che oltre a quella propria ci vedono operare da secondo macchinista, da dirigente movimento, formatore treno, verificatore, capo gestione, manovratore..

Molti di noi negli anni hanno lavorato in vetture e locomotori coibentati con amianto. Operiamo in ambienti rumorosi ed esposti a campi elettromagnetici. Per il tipo di lavoro, sia d’estate che in inverno, siamo soggetti al cambio continuo di temperature passando anche nella frazione di pochi minuti dalla condizione caldo/freddo.

Lavoriamo in piedi fino a dieci ore continuative su mezzi in movimento che raggiugono velocità elevate. Essendo responsabili del convoglio siamo gli unici agenti che si interfacciano quotidianamente con migliaia di viaggiatori, della cui sicurezza siamo responsabili, e che spesso scaricano sul capotreno  i disservizi derivanti da scelte aziendali che noi stessi subiamo per primi. Per non parlare delle ormai quotidiane aggressioni fisiche e verbali di cui siamo oggetto.

Una condizione lavorativa, la nostra, che ha pesanti ricadute sulla qualità della vita: impossibilità di conciliare gli orari di lavoro con quelli “normali”, una socialità messa in crisi anche dalla cadenza irregolare del riposo settimanale al punto da rendere impossibile socializzare con gli stessi colleghi di lavoro.

La programmazione bimestrale  dei turni di lavoro  rende  difficoltosa   l’organizzaizone del tempo libero e anche la gestione degli impegni extralavorativi ( rapporti col partner, figli, visite mediche,ecc).

Una condizione che ha pesanti ricadute sulla salute e che  mette seriamente a rischio la possibilità di arrivare idonei alla pensione, anche nei limiti temporali proposti.

Ricordiamo che recenti studi hanno evidenziato come dormire meno di 8 ore per notte aumenti notevolmente il rischio di contrarre malattie quali ictus, infarto, cancro.

La nostra attività lavorativa ci espone al rischio di contrarre malattie cardio-vascolari, varici e vene varicose, disturbi del sonno, discopatie, meniscopatie, ecc.

Queste condizioni lavorative  riducono di molto le speranze di vita e allo stesso tempo minano la qualità della salute psico-fisica una volta raggiunta la sospirata pensione.

Qualsiasi proposta di legge sulle nostre pensioni deve necessariamente partire dalle ragioni sopra esposte, altrimenti si corre il rischio che, per non irritare i mercati, si aggiunga ingiustizia alle ingiustizie.

Chiediamo pertanto che il disegno di legge di modifica della legge “Fornero” riguardi con i medesimi requisiti tutto il personale addetto alla circolazione ed alla sicurezza dei treni: Personale di Condotta, Personale di Scorta, Personale di Manovra; perché è assurdo che chi lavora spalla a spalla tutti i giorni debba avere un differente trattamento pensionistico.

Armenti Icli- Carroccia Giuseppe- De Pasquale Nicola- Fiorani Francesco

 

 

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