L’ERRORE UMANO, bufala beffarda o “garanzia” d’impunità ?

treno FirenzePer le Norme di Tutela dei Diritti dei Lavoratori Dipendenti (Legislazione, a partire dagli anni ’50; Giurisprudenza Cassazione … ) il posto dell’Errore Umano è quello che esclude la responsabilità del Datore di Lavoro (dirigenti, preposti …) solo se l’evento infortunio-malattia professionale ha cause assolutamente IMPREVEDIBILI.

Negli infortuni e nelle malattie da lavoro la cui causa è prevedibile vige l’obbligo tassativo di prevenire ogni rischio lavorativo: il Datore di Lavoro può “Dare Lavoro” solo se garantisce tassativamente l’assenza di rischi per i dipendenti.

Se espone i dipendenti a rischi lavorativi (rischio di lesione della dignità, della personalità, della salute, della sicurezza, della vita) il Datore di Lavoro perde il diritto di dare lavoro (limiti costituzionali alla libertà d’impresa; controlli ASL …) e subisce le SANZIONI PENALI previsti dalla legge (prevalenza della Costituzione Antifascista del ’48, del Diritto  alla Salute, sulle Libertà Economiche e Finanziarie  …).

Se è responsabile di danni (non solo rischi: inchieste Infortuni sul Lavoro, Inchieste Malattie professionali …) il controllo e le sanzioni hanno (dovrebbero avere …) il rigore che sanziona chiunque lede i Diritti Fondamentali della Persona.

Imputare al giovane lavoratore ucciso la “colpa” della sua morte è ucciderlo due volte?

E’ imprevedibile che il treno incustodito possa muoversi se il macchinista deve scendere dal locomotore per “azionare il sistema di via libera”?

La responsabilità del datore di lavoro non si limita alla previsione di procedure formalizzate in grado di evitare i “rischi del treno”: è obbligato a varare un sistema di controllo in grado di escludere (anche) gli “errori umani” prevedibili.

La responsabilità di datori di lavoro dirigenti e preposti c’è anche se il lavoratore esegue manovre che mettono a rischio la propria sicurezza e quella degli altri lavoratori (omissione di controlli efficaci; omissione di formazione efficace).

Non è difficile l’esame dei motivi per cui i lavoratori “accettano” il lavoro insicuro, basta guardare le condizioni del lavoro dipendente in Italia, così lontane dal Lavoro della Costituzione antifascista del ’48.

Aldo Mancuso – ispettore (mobbizzato) ASL 10

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